RICORDI APOLIDI

Sarajevo 2015
Sarajevo 2015

“Non siamo qui per durare. Siamo spifferi di parole che un giorno saranno dimenticati. Qui seduto al tavolino del bar compiango il mio vecchio e caro amico da poco trapassato. Ordino un tè, mi scalderà i ricordi. Mi sistemo gli occhiali, e gli episodi da tempo passati mi sbocciano nella mente come una primavera di sorrisi. E mi viene in mente di quella volta al matrimoni di quella tua amica. Non ricordo il nome. Beh quella volta arrivammo tardi alla cerimonia e ci imbucammo al matrimonio sbagliato facendo finta di essere i cugini inglesi della sposa. Quanto ci divertimmo quella sera. E pensare che l’avevo dimenticato.

Ero da poco arrivato in questa nuova città e tu sei stato il primo amico che ho conosciuto e che mi ha accompagnato in questa nuova vita. Ora non ci sei più: è strano pensarlo, non voglio neanche immaginare viverlo. Non lo farò, penserò a te come fossi in vacanza. Toccherà anche a me prima o poi e la cosa mi spaventa smisuratamente. Quanto siamo fragili e temporanei su questa terra. Nulla in confronto sembra aver logica. Tutto perde di valore, tutto tranne la felicità. Mi ricordo le grandi risate, le vacanze al mare, i bambini che giocavano in cortile e noi che passeggiavamo per il paese. Un caffè all’angolo, qualche chiacchiera senza tempo e si rientrava a casa passando dal mercato che ci avvolgeva con i suoi odoro di stagione. Ecco. Li sento anche ora: il profumo di mele, kiwi, arance cipolle e l’immancabile verza. Mmh sì, li sento proprio tutti.

È arrivato il tè. Immergo la bustina nella teiera e attendo.

Oggi non ti vedrò entrare da quella porta. Questa triste consapevolezza mi crolla a peso morto sugli occhi. Immobile fisso il vuoto immerso nelle lacrime. Sorrido e piango. Mi hai reso felice. Sarà questo a mancarmi: la tua felicità.

Onorato di averti conosciuto amico lontano,
amico leale,
amico saggio,
addio amico mio.

Il tè è freddo. Mi alzo e mi incammino verso il mercato, forse là ti troverò di nuovo, tra la verza e le arance, ad aspettarmi con quel tuo sorriso rincuorante.”

E questa, cari lettori, era la storia di un’amicizia tra due persone, che vissero non sappiamo quando, che si conobbero non sappiamo dove. Ma di una cosa possiamo essere certi: in qualche mercato, lungo le strade di qualche paesello, seduti su di una panchina, anche noi li abbiamo incontrati almeno una volta.

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