OPPOZICIJA – La figura di Aleksej Anatol’evič Naval’nyj

Questo articolo è il primo di una serie che intende esaminare il fenomeno dell’opposizione nella Russia contemporanea. L’idea è quella di portare a conoscenza del grande pubblico una realtà poco o per nulla conosciuta, mettendo in risalto i protagonisti principali e facendo chiarezza su gruppi e personaggi di cui a volte ci giunge una visione piuttosto confusa.

Per cominciare parleremo di uno dei volti più noti in Occidente, se non l’unico: Aleksej Anatol’evič Naval’nyj.

Alexey_Navalny

Aleksej Naval’nyj nasce a Obrinsk, a circa 100km a sud di Mosca, nel 1976. Nel 1998 si laurea in giurisprudenza all’Università Russa per l’Amicizia tra i Popoli. Due anni più tardi entra nel partito liberale e occidentalista Jabloko, rimanendo alla guida della sua divisione moscovita fino al 2007. Assieme a Marija Gajdar e Natalija Morar’, fonda il movimento giovanile DA! – Demokratičeskaja Al’ternativa (Alternativa Democratica), il cui obiettivo è quello di stimolare il dialogo e la partecipazione politica e assicurare il rispetto della democrazia nel paese. Naval’nyj stesso conduce un certo numero di dibattiti politici, uno dei quali studiato come un talk show sul canale TV Centr, che viene però sospeso dopo due episodi. Nell’ottobre del 2006, in occasione della “Marcia Russa”, iniziativa di stampo nazionalista, pur condannando le ideologie fasciste e xenofobe del movimento, chiede al sindaco di Mosca di non bandirla per garantire libertà di parola a tutti i cittadini. È a partire dall’anno successivo che comincia il suo periodo di attivismo politico, volto a smascherare la corruzione presente nel governo e nelle imprese da esso controllate.

In Russia, comincia a essere conosciuto a livello nazionale quando nel 2010 pubblica documenti riservati della compagnia petrolifera Transneft’ che rivelano come quest’ultima abbia rubato più di 4 miliardi di dollari durante la costruzione dell’oleodotto della Siberia orientale. Nello stesso anno è tra i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani che investigano sulla morte in prigione dell’avvocato Sergej Magnitskij, indagini che, benché mai riconosciute dal governo, riveleranno come quest’ultimo fosse morto a causa delle squallide condizioni della cella, dei diversi pestaggi in prigione e delle cure mediche negategli. Suoi sono anche due progetti online particolarmente interessanti: il primo è RosPil, che mira a denunciare la corruzione negli appalti pubblici e nelle imprese di proprietà del governo, utilizzando un metodo piuttosto semplice.

Per legge, infatti, tutti gli appalti devono essere pubblicati online, di modo che ogni cittadino possa visionarli e accertarne la legittimità. In teoria il sistema funziona, in pratica ben poche persone dispongono del tempo e della voglia necessari, tanto più che in Russia l’utilizzo di internet è molto ridotto (ancora nel 2014 il suo uso era limitato al 20% circa della popolazione).

Finanziandosi attraverso crowdfunding, quindi, Naval’nyj assume notai e professionisti del diritto per controllare gli appalti, individuare irregolarità (spesso vere e proprie truffe) e iniziare le pratiche legali. Ad oggi RosPil ha denunciato 39 appalti illegittimi, di cui 21 sono stati processati dall’autorità, per un risparmio, in termini di denaro tolto alla corruzione, di 7 milioni di rubli (circa 95000€ al 2 febbraio, data in cui l’articolo è stato scritto, ma è altamente probabile che il rublo sia calato ancora).

Un’altra attività è quella di RosJAma, forum tramite il quale i cittadini possono segnalare strade dissestate o inagibili e, soprattutto, monitorare le mosse dell’amministrazione al riguardo. Si tratta di progetti interessanti perché, pur nel loro piccolo, cercano di superare l’apatia politica e civile tipica della Russia come di molti altri paesi e che spesso il governo russo sfrutta a suo vantaggio.

La lotta alla corruzione di Naval’nyj continua durante il 2011, ma è solo nell’autunno di quell’anno che ottiene vera notorietà in patria e soprattutto all’estero. Le elezioni per la Duma di Stato di novembre vengono ampiamente criticate dall’opposizione, che accusa Edinaja Rossija di aver truccato i voti. Secondo un calcolo effettuato da diversi centri di analisi sociologica russi, tra cui l’Istituto indipendente Levada, la somma dei voti ottenuti dal partito di Vladimir Putin equivarrebbe al 140% degli elettori.

A dicembre Naval’nyj è tra le 6000 persone scese in piazza a Mosca per protestare contro la corruzione del governo, e tra le 300 che quel giorno vengono arrestate. Con l’accusa ufficiale di aver mancato di rispetto a un ufficiale, Naval’nyj viene detenuto per due settimane, durante le quali diventa un simbolo delle proteste di quell’inverno. Risale tra l’altro a questo periodo la sua famosa dichiarazione secondo cui Edinaja Rossija è “un partito di ladri e truffatori”, frase che verrà ripresa e addirittura stampata su manifesti durante le successive proteste. Rilasciato il 20 dicembre, diviene subito uno dei leader delle manifestazioni che prendono vita nei mesi successivi, fino alle elezioni presidenziali di maggio 2012, che vedono trionfare nuovamente Vladimir Putin e il suo partito.

vodkaputinka

Come a novembre, anche queste elezioni vengono accusate di essere state truccate. Grandi manifestazioni esplodono in diverse città russe, le maggiori delle quali a Nižnij Novgorod, San Pietroburgo e Mosca. Proprio in quest’ultima viene tenuta la cosiddetta Marcia dei Milioni, in cui tra le 20000 e le 30000 persone occupano piazza Bolotnaja, nel centro di Mosca. Si tratta della più grande manifestazione russa dopo la fine dell’Unione Sovietica, nonché della più violenta: la tensione della giornata sfocia ben presto in conflitto, quando le forze dell’ordine caricano i manifestanti. Gli scontri che seguono lasciano per terra più di 80 feriti, mentre circa 400 persone vengono arrestate. Insieme a Naval’nyj, ci sono anche il leader di Parnas Boris Nemcov (ucciso nel 2015) e Sergej Udal’cov, capo del partito marxista-leninista AKM (Avangard Krasnoj Molodeži, Avanguardia della Gioventù Rossa).

Il “Caso Bolotnaja”, come è subito stato definito, è un punto fondamentale nella storia dell’opposizione russa: dalle persone arrestate, tutti oppositori politici di Putin di notorietà variabile, al modo in cui si svolge il processo, fanno capire come la manifestazione sia stato il pretesto ideale per avere tra le mani personaggi scomodi. Naval’nyj viene rilasciato il giorno seguente e non perde un minuto per condannare gli arresti e il processo in via di istruzione. In particolare, fa notare come delle 13000 persone chiamate a testimoniare, la quasi totalità di esse siano agenti di polizia. La vicenda si concluderà con l’assoluzione completa di tutti gli indagati solo un anno più tardi, sotto una pressione mediatica e popolare spaventosa. Nel frattempo Naval’nyj viene arrestato nuovamente, questa volta a una manifestazione al parco Čistye Prudy l’8 maggio, il giorno dell’insediamento di Putin come presidente. Benché abbia avuto minore risonanza, questo caso si rivela di maggiore importanza per l’attivista: oltre a una nuova condanna a 15 giorni di reclusione, viene ispezionata la sua abitazione e quella di un suo parente, il cui nome non viene rivelato alla stampa, e, in circostanze mai chiarite, diverse sue e-mail personali vengono pubblicate online su un blog filo-governativo.

Il 2012 è anche l’anno in cui Naval’nyj entra veramente in politica: benché in passato fosse stato corteggiato da diversi partiti, si era sempre rifiutato per via dei risultati elettorali truccati. Ma nell’autunno di quest’anno diversi attivisti vicini a lui fondano Narodnyj Al’jans (Alleanza Popolare), un partito d’ispirazione centrista che limita a 500 il numero dei suoi membri – secondo l’opinione di Naval’nyj, i partiti sono un metodo necessario ma antiquato di fare politica.

È con questo partito che Naval’nyj si candida per la carica di sindaco di Mosca. Nonostante iniziali difficoltà per la registrazione, la campagna procede piuttosto speditamente e c’è chi lo considera già il prossimo avversario politico di Putin fino a quando, il 18 luglio, viene condannato a cinque anni di reclusione per frode e appropriazione indebita. Il caso risale a un anno prima: un’indagine del Comitato Investigativo della Federazione Russa lo aveva trovato colpevole di “aver cospirato per rubare legname” dalla compagnia di stato Kirovles. L’accusa era stata lasciata cadere per mancanza di prove e successivamente ripresa dallo stesso Comitato un anno più tardi, nonostante lo studio legale Loeb&Loeb, tra gli altri, l’avesse dichiarata inconcludente. Il processo era cominciato ad aprile, poco dopo la candidatura di Naval’nyj al ruolo di sindaco. Per il tempismo con cui la causa viene riaperta e la rapidità con la quale viene eseguito il processo, molti hanno ritenuto evidente la cattiva fede della pubblica accusa e i veri motivi dietro l’intera faccenda. Altri dubbi li solleva il testo della sentenza letto dal giudice, identico a quello della richiesta del procuratore generale. Benché la condanna venga posticipata (e in seguito annullata dal tribunale di Kirov), il processo danneggia particolarmente la sua immagine pubblica. Alle elezioni riceve il 27% dei voti mentre l’avversario, il sindaco uscente Sobjanin, viene riconfermato con il 51%.

navalny

Il caso Kirovles non è una causa isolata. Nel 2013 Naval’nyj e il fratello Oleg vengono accusati di appropriazione indebita nei confronti di Yves Rocher Vostok, ramo sussidiario della nota marca di cosmetici. Entrambi vengono posti agli arresti domiciliari e gli viene proibito di comunicare con chiunque all’infuori dei propri parenti e avvocati.  Alla fine del 2014, dopo un processo denunciato come irregolare da numerose organizzazioni per i diritti umani, i fratelli Naval’nyj vengono condannati a pagare una multa di 4 milioni di rubli (circa 50000€) e a tre anni e mezzo di carcere, sentenza commutata in sospensione della pena per Aleksej.
Nonostante le numerose sentenze e il conseguente dissanguamento finanziario (nel 2015 la compagnia Kirovles ha richiesto in tribunale il pagamento di 16 milioni di rubli, nonostante il processo si fosse concluso due anni prima), Naval’nyj rimane ancora molto attivo, sia su internet che alle manifestazioni. Ben nota è la sua posizione sul coinvolgimento russo in Ucraina, che a suo parere non ha fatto altro che restringere quel “mondo russo”  che Vladimir Putin estende a quest’ultima e alla Bielorussia: “in Ucraina ci odiano e basta. La chiave per il successo [politico] in Ucraina al momento è essere anti-russi ed è colpa nostra”. Ma i processi e il modo in cui questi sono stati analizzati dai media russi hanno lasciato il segno: la credibilità politica di Naval’nyj è calata drasticamente negli ultimi due anni e molti ritengono veritiere le ironiche accuse di corruzione. Un tempo considerato una minaccia concreta per il potere del Cremlino, Naval’nyj deve ora riguadagnarsi la fiducia della gente se non vuole rassegnarsi a un ruolo di semplice attivista.

Annunci

One thought on “OPPOZICIJA – La figura di Aleksej Anatol’evič Naval’nyj

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...