UNA SELVA DI SPECCHI – Sulla propaganda russa

Il 23 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una mozione in cui si condanna l’uso propagandistico che la Russia fa dei mezzi d’informazione che trasmettono anche in Europa. La mozione fa riferimento in particolare a reti televisive come RT News e l’agenzia di informazione Sputnik.

La propaganda di stato non è nulla di nuovo, né tantomeno lo è quella russa. Nei bei tempi andati dell’Unione Sovietica si parlava di monumental’naja propaganda (propaganda monumentale) in riferimento alle grandi opere pubbliche e alle infinite parate militari che dovevano rassicurare i cittadini che l’URSS era più forte che mai – una dimostrazione di forza così efficace che ancora negli anni Ottanta gli USA erano convinti di avere di fronte un avversario formidabile. Ma per quanto impressionante la propaganda sovietica presentava due differenze fondamentali da quella di oggi:

  • Era rivolta principalmente al suo vero avversario, che non erano gli americani ma gli stessi cittadini;
  • Si reggeva su poche e traballanti basi che vennero a mancare definitivamente da un certo momento in poi, superato il quale compensò gonfiando il petto e finì per fare la fine della proverbiale rana.

La propaganda attuale è una bestia diversa. Mentre esiste ancora una propaganda interna, con il governo che controlla oltre l’80% dei mezzi d’informazione, la vera novità della Russia di oggi, in particolare dopo il 2007, è la propaganda estera. Il già citato RT News, nato nel 2005 come Russia Today, è un network di canali satellitari russi, il primo del suo genere a trasmettere in lingua inglese. In origine canale indipendente, gravita nell’orbita del governo russo dall’inserimento dell’agenzia di stampa RIA Novosti, di cui fa parte, nella Lista di Organizzazioni di Importanza Vitale della Russia. L’idea originaria del canale era di “presentare un’immagine più completa della vita nel nostro paese”, secondo le parole dell’allora direttrice generale Svetlana Mironjuk, in contrasto con quella fornita dai principali media occidentali come BBC e CNN. Nel corso degli anni il canale si è allontanato sempre più da questa visione, portando in onda una propaganda fatta di critiche e accuse agli Stati Uniti, spesso corroborate da false notizie, e presentando immagini distorte di eventi internazionali come la rivoluzione e successiva guerra in Ucraina. L’agenzia di informazione Sputnik, anch’essa principalmente in lingua inglese e anch’essa controllata dal governo russo, è solo uno dei tanti media che dagli anni ’10 di questo secolo si rivolgono principalmente a un pubblico occidentale con chiari intenti di propaganda.

Mi sento di precisare a questo punto, per coloro che sono già saltati sulla sedia, che no, la Russia non è l’unica a fare propaganda. Governi e testate giornalistiche tirano da sempre l’acqua al proprio mulino ma nel caso di quello russo si tratta di una coltivazione intensiva che, come vedremo, vende i propri prodotti in lungo e in largo senza che nessuno o quasi pensi a controllare l’etichetta.

media

L’altra grande differenza rispetto al passato consiste nell’aver preso quello che un tempo era una debolezza, il reggersi sul nulla, e averlo trasformato in un punto di forza. Questo è stato possibile grazie all’enorme pluralità di mezzi d’informazione oggi disponibili, non solo per la Russia: da quelli più tradizionali come testate giornalistiche e televisione all’immenso potenziale del web, passando per il sempreverde passaparola. Se una volta il modus operandi era una grandiosa dimostrazione di forza, oggi la propaganda mira a fornire un flusso ininterrotto di informazioni e notizie saltando da un argomento all’altro man mano che questo mondo in costante accelerazione fornisce nuovi spunti. È cambiato anche l’obiettivo: non più convincere della verità assoluta ma confondere, distrarre e, perché no, stordire, finché almeno una parte di questa propaganda non riesce a fare breccia e la narrazione crea una nuova realtà, cosa che farebbe piangere di commozione i sostenitori del vecchio realismo socialista.

Per capire meglio la questione è utile un esempio e quale miglior occasione di quella della rivoluzione e guerra in Ucraina? La propaganda di qualsiasi paese ed epoca ha sempre prosperato in tempi di guerra, quando la testa lascia il posto allo stomaco e le uniche sfumature grigie che rimangono sono quelle di pessima letteratura erotica.
Ve la ricordate la guerra ucraina? Dovreste, visto che non è ancora terminata. Fu l’occasione per la propaganda russa di dare il meglio di sé, nonché il trampolino di lancio per farsi strada nel mondo dell’informazione occidentale.

Prendendo un copione già utilizzato nel 2008 in Georgia (altro conflitto di cui bisognerebbe parlare, ma io vi voglio bene e per stavolta vi risparmio), la propaganda si è concentrata su tre temi principali:

  • Un colpo di stato guidato da “fascisti”, russofobi ed estremisti in generale;
  • La necessità di difendere le minoranze oppresse in Crimea e nel Donbas da detti fascisti;
  • Una figura autoritaria ma giusta, quella di Putin, in opposizione a quelle deboli e corrotte dei leader occidentali.

Ho scritto fascisti tra virgolette non a caso. È vero che sia durante gli scontri sul Maidan che nel Donbas in seguito erano presenti gruppi di estrema destra, nello specifico il braccio armato di Pravyj Sektor e Tryzub, ma è anche vero che i suddetti gruppi costituivano e costituiscono tutt’ora una parte ben poco rilevante della società e del governo ucraino (che purtroppo ha altri problemi). La stampa russa che definisce fascista l’intero movimento di Euromaidan ricorda molto il nostro Berlusconi che definì “facinorosi annoiati e senza figa” tutti gli studenti che protestavano contro la riforma Gelmini. Non solo, in Russia i termini fašist e nacist (fascista e nazista) vengono usati in modo estremamente generico. Come ha rilevato lo storico Nikita Petrov, sono impiegati oggi come li usava a suo tempo il governo sovietico, per definire chiunque fosse in quel momento il nemico richiamando alla mente i regimi dittatoriali in Italia e Germania:

“Dopo la guerra con quest’etichetta definirono, ad esempio, il regime jugoslavo di Josip Broz Tito. E sempre in questo modo anche Augusto Pinochet. […] Fascista, dal punto di vista dell’uomo sovietico, e oggi del cittadino russo, può essere chiunque ci faccia comodo, solo non noi!”

Una visione estremamente semplicistica che ritroviamo anche quando si tratta di difendere le minoranze russe in Crimea e nel Donbas. Qui il lavoro di propaganda è doppio: prima si appiattiscono le differenze culturali in quelle regioni, ignorando gli ucraini nel Donbas e i tatari in Crimea (di cui vi abbiamo già parlato qui e qui) e dichiarandole totalmente russe e felici di ricongiungersi con la madrepatria, poi si fabbrica una quantità incredibile di menzogne su ciò che il governo fascista di Kiev avrebbe intenzione di fare. Decine di diritti revocati tra cui quello di parlare russo, tanto rimarcato dalla propaganda quanto assurdo, considerando che la quasi totalità dei cittadini ucraini è bilingue – anche se negli ultimi tre anni, come potete immaginare, hanno cominciato a preferire l’ucraino.

Lo so, fin qui niente di nuovo. Non si chiamerebbe propaganda se non agisse in barba alla realtà dei fatti. Ma come dicevo prima, è il modo quello che conta. Un bombardamento mediatico senza precedenti, effettuato con ogni mezzo immaginabile (ve li ricordate i famosi troll del Cremlino?). Una quantità smisurata di articoli dove l’importante non è dire la verità ma semplicemente dire qualcosa. Notizie che smentiscono le precedenti, retorica anti-occidentale, propaganda spacciata per anti-propaganda. Una selva di specchi, dove non ti puoi girare senza vedere una nuova versione distorta di te stesso e gli altri. E la sapete una cosa? Ha funzionato. Il giorno dopo un referendum tenutosi sotto la minaccia delle armi la Crimea è tornata a essere totalmente russa senza che nessuno ci trovasse nulla di strano. Nel Donbas i soldati delle libere repubbliche di Donec’k e Luhansk fronteggiano isolati l’esercito fascista ucraino. Isolati, sì, perché la Russia non ha mai inviato nella regione nemmeno un soldato o un mezzo corazzato. Poco importa che il volo DH17 della Malaysian Airlines, caduto nei pressi di Torez il 17 luglio 2014, sia stato abbattuto da un lanciamissili Buk SA-11 in dotazione all’esercito russo. Se controllate sui principali giornali online russi sono stati gli ucraini convinti di sparare ai separatisti o all’aereo personale di Putin. Oppure è stato riempito preventivamente di cadaveri e fatto esplodere in volo dal governo di Kiev per dare la colpa ai russi. Oppure in realtà si trattava di un aereo da trasporto militare ucraino abbattuto dai separatisti.

radio-svoboda-eto-fejk
“Aah… La nostra intera vita è un’illusione…” “Peggio… è un fake!” Fonte: http://www.svobodanews.ru

Per quanto possa sembrare assurda è questa la nuova realtà della propaganda russa, da cui in diversi stanno prendendo spunto. Creare costantemente nuove realtà nella speranza che prima o poi qualcuna di queste prenda forma. Ho tralasciato fino a ora la figura di Putin perché è un caso emblematico: da sempre proposto come l’uomo forte della situazione, Putin in Europa piace. Ma se guardiamo un po’ a fondo sapete a chi piace? A tutti. Ai partiti di estrema destra per le sue politiche conservatrici, ai gruppi di sinistra per le sue posizioni anti-americaniste, ai liberali perché combatte i fascisti ucraini, alla gente comune perché pensa innanzitutto al benessere del suo popolo. Per ogni ramo della società c’è un aspetto di lui, esagerato o inventato di sana pianta, che viene proposto e apprezzato. È come essere in un paese dove tutto è giusto e le contraddizioni sono qualcosa che capita agli altri. E risalire alla verità, qualunque essa sia, sta diventando sempre più difficile.

Ho detto che questa nuova propaganda è assurda, surreale, anche divertente se avete un certo senso dell’umorismo, ma non pensate neppure per un istante che vada sottovalutata. L’abbiamo fatto durante la guerra in Georgia, poi in Ucraina e, nell’ultimo anno, anche dall’altra parte dell’Atlantico. Non ci ha portato molto bene, che dite? Non ho grandi risposte e l’unico consiglio che mi sento di dare viene da un videomessaggio che gli studenti dell’Università di Kiev mandarono ai loro colleghi di Mosca nell’inverno del 2013:

pensate, controllate, dubitate”.

Annunci

3 thoughts on “UNA SELVA DI SPECCHI – Sulla propaganda russa

  1. Non posso sapere cosa sia vero e cosa sia falso, perché purtroppo non sono io l’organo di censura russo (aimeh), ma qui dove sono ora ho il potere di parlare con la gente del posto e ho scoperto un fatto interessante (non so se del tutto vero o se inculcato per autoconvincimento): una docente russa, over sessanta, sostiene pubblicamente che la Crimea sia stata Donata subito dopo la caduta della CCCP dal presidente allora in carica, che ne avrebbe disposto come un bene proprio. Quindi, sostiene questa docente, riappropriarsi della Crimea sarebbe stata una scelta legittima e legittimata, anche dal popolo di quel territorio che avrebbe votato favorevolmente per tornare ad essere Russia. Ora, i russi sono a maggioranza sempre molto sicuri delle loro opinioni e certezze. Io invece so di non sapere, quindi altro non posso fare se non osservare, pensare, controllare e dubitare. Ciò di cui non dubito è che questo sia un bell’articolo, Поздравляю!)))

    Liked by 1 persona

  2. Purtroppo l’argomento della Crimea è spinoso, perchè fu davvero “donata” nel 1954 da Chruscev (il cosiddetto “trasferimento” venne fatto per festeggiare i 300 anni del trattato di Perejaslav) …ma questo non giustifica il fatto che dovesse essere “restituita” o “riconquistata” nel 2014. Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. In questo momento di “post-factual democracy” il dubbio è l’arma più potente che abbiamo. Grazie.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...