LA SITUAZIONE – Stati Uniti d’America

Mark Zuckerberg futuro candidato democratico-liberale? O conservatore moderato (globalista e anti-Trump)? Tutto può essere.

L’anno scorso ha fatto notizia l’annuncio del suo tour attraverso tutti gli Stati Uniti, annunciato ovviamente tramite post: “Nel 2017 ho intenzione di visitare tutti gli stati degli Usa e incontrare direttamente i cittadini“.

Il progetto dichiarato è quello di discutere cosa “non abbia funzionato nella globalizzazione” e perché la tecnologia stia “contribuendo a dividere le persone”, capire come vivono gli americani e cosa si aspettano dal futuro.

Il fondatore di Facebook ha postato anche un manifesto in cui cita Lincoln, descrive il “sogno della comunità globale”, mira a “rafforzare il tessuto sociale” potenziando le comunità tradizionali attraverso i social network, parla di pace, sicurezza e censura.

zuckerberg-presidente
“Oltre al voto, la più grande opportunità risiede nell’aiutare le persone a restare interessate alle questioni che contano per loro quotidianamente, non soltanto ogni quattro anni davanti alla cabina elettorale” (Building Global Community, Mark Zuckerberg)

Zuckerberg finora ha sempre cercato di tenersi a distanza da Washington, presentandosi come neutrale ed equidistante, nonostante la polemica scatenata dalle fake news diffuse sui social, che avrebbero contribuito alla vittoria di Trump.

Quel che è certo è che, in quanto sesta persona più ricca al mondo, già in passato è stato accolto da pontefici e primi ministri con tutti gli onori, come se si trattase di un capo di stato.

Una delle problematiche più grandi per la sua carriera politica potrebbe essere l’ateismo (considerato inaccettabile per un presidente americano), che ha infatti recentemente smentito. In seguito ad una domanda ricevuta sui social, Zuckerberg ha risposto: “Sono cresciuto ebreo e ho passato un periodo in cui ho messo in dubbio tante cose, ma ora credo che la religione sia molto importante”. Sempre mantenendo quell’aura di equidistanza, durante l’incontro con papa Francesco aveva dichiarato di non vedere l’ora di “seguire il Pontefice e vederlo continuare a condividere il suo messaggio di misericordia, uguaglianza e giustizia con il mondo”.

Nel 2020 il golden boy avrà superato la soglia dei 35 anni, l’età minima per ambire alla presidenza degli Stati Uniti.

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