I 5 FIUMI PIU’ INQUINATI DEL MONDO. Le conseguenze nascoste

Come scrivevamo in quest’altro articolo, gli elenchi sono uno strumento freddo, che rischia addirittura di anestetizzare l’opinione di chi li legge.

La gestione delle risorse del futuro, sopratutto acqua e cibo, è l’argomento di importanza internazionale per eccellenza. L’obiettivo di questa classifica è informare e far riflettere su un tema importante come quello dell’inquinamento dei fiumi. Per questo non è in ordine crescente né decrescente: il male non dev’essere spettacolarizzato.

La soluzione all’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere non è diluire lo sporco con altra acqua. La soluzione rapida è la pulizia, quella efficace è il controllo da parte delle autorità, ma il vero punto d’arrivo dovrebbe essere la consapevolezza del fatto che quando inquiniamo l’acqua e il suolo stiamo prima di tutto inquinando noi stessi. Per quanto sembri banale e ingenuo, questo fatto continua ad essere quasi completamente ignorato dagli esseri umani.

1. Sarno, Italia

Cominciamo dal nostro Paese dando il buon esempio: il Sarno è il fiume più inquinato d’Italia, nonché uno dei peggiori in Europa.

In un torrente che scorre per soli ventiquattro chilometri nelle campagne a cavallo tra le province di Napoli, Salerno e Avellino, sono state scaricate tonnellate di metalli pesanti e scorie, tra cui cromo e tetracloroetilene (oltre all’ovvia immondizia quotidiana).

La creazione del Parco Regionale del Fiume Sarno non è bastata a proteggerlo dall’inquinamento massiccio, proveniente soprattutto dalle aziende conciarie, agroalimentari e dagli scarichi urbani non depurati. Inoltre le esondazioni sono comuni, data l’incuria in cui versa il letto, e questi liquami spesso inquinano i terreni circostanti quando la pioggia si abbatte sulla zona.

In quest’area, popolata da circa un milione di persone, la mortalità per cancro ha raggiunto livelli molto più alti rispetto alla media italiana.

2. Marilao, Filippine

Il destino del fiume Marilao, nelle Filippine, somiglia pericolosamente a quello del Sarno (o dovremmo dire il contrario?). Il fiume scarica nella baia di Manila diversi rifiuti provenienti dalle industrie minerarie e tessili, ed è talmente inquinato da non contenere quasi più ossigeno.

Per molte città filippine, il Marilao è una fogna a cielo aperto ma è anche la fonte principale di acqua potabile e irrigua, cosa che non sembra preoccupare il presidente Rodrigo Roa Duterte, troppo occupato a “combattere i drogati”. Nel 2011, Greenpeace ha cercato di attirare l’attenzione della popolazione sul tema, monitorando le acque e invitando le autorità a depurare il fiume e vietarvi lo scarico di rifiuti.

marilao-river
I controlli di Greenpeace sul fiume Marilao

Anche le popolazioni che vivono lungo il corso del Fiume Giallo (Huang He) e del Fiume Azzurro (Yangtze) in Cina e del Chao Phraya in Thailandia soffrono problemi simili, e i governi di questi Paesi hanno adottato una politica comune: se ne infischiano tutti.

3. Neva, Federazione Russa

La Neva (da leggere con l’accento al fondo) è la spina dorsale della regione di Pietroburgo. Scorre dal Lago Ladoga al Golfo di Finlandia e la “città degli zar” è proprio alla sua foce.

Fino agli anni ’80, circa 80.000 tonnellate di rame, zinco, manganese e nitriti venivano scaricate ogni anno nel fiume, per non parlare dei diversi incidenti che hanno portato a sversamenti di petrolio nelle sue acque. Negli anni 2000 è iniziata una campagna di depurazione, ma nel 2010 Greenpeace ha denunciato la mancanza di attenzione verso i vari tributari e affluenti della Neva, che sono tuttora intossicati da metalli pesanti, ftalati e policlorobifenili (materiali dalla tossicità persistente, utilizzati come fluidi per grandi condensatori e trasformatori elettrici).

neva_sankt_petersburg
La Neva ghiacciata al largo dell’Isola Vasilevskij, Pietroburgo

L’acqua è una risorsa importante per una città costruita parzialmente su isole e l’inquinamento dell’acqua potabile fu alla base di diverse epidemie di colera che colpirono la città nel XIX e XX secolo, causando sommosse come la famosa “Rivolta del Colera” del 1831. Forse anche gli zar di oggi dovrebbero prestare attenzione a questo tema.

4. Cuyahoga River, USA

A cavallo tra il XIX e il XX secolo l’inquinamento del fiume Cuyahoga veniva considerato un male necessario dello sviluppo dai cittadini di Cleveland. Nonostante il poetico nome irochese che significa “fiume tortuoso”, il Cuyahoga è più noto per essere “il fiume che brucia”. A partire dal 1868 e per circa un secolo sono stati riportati almeno tredici incendi, causati dalla combustione di immondizia urbana, rifiuti industriali e agenti chimici.

cayuhoga-river-fire

Nel 1969 un incendio particolarmente devastante stimolò la cittadinanza a riprendere il controllo sull’inquinamento della zona e portò infine alla creazione della United States Environmental Protection Agency (la famosa EPA, citata anche dai Simpson). Oggi il fiume è sottoposto a controlli periodici e diverse specie di pesci sono tornate a viverci, ma l’inquinamento è ancora presente.

5. Citarum, Indonesia

Più di cinque milioni di persone vivono nel bacino del fiume Citarum, che attraversa la grande isola di Giava, garantendo lo sviluppo agricolo, industriale e la pesca nella zona. Il suo colore è nero ed è talmente pieno di rifiuti di ogni genere che è difficile distinguere l’acqua se lo si guarda dall’alto: è considerato da molti esperti il fiume più inquinato al mondo. Alcuni studi hanno dimostrato che la percentuale di piombo nel Citarum è 1.000 volte quella consentita dagli standard EPA negli Stati Uniti (vedi sopra).

La deforestazione dei terreni circostanti ha accelerato l’erosione del bacino, rallentando il flusso dell’acqua e aumentando così la stagnazione dei rifiuti. Sfruttando la situazione, molti pescatori si sono reinventati spazzini: un chilo di plastica viene pagato circa 10 centesimi di euro. A causa di questa stagnazione, durante la stagione secca il fiume esala fumi tossici che possono causare svenimenti (i problemi sanitari e igienici causano circa 50.000 morti all’anno in Indonesia).

citarum2

Nel 2008 l’Asian Development Bank ha prestato 500 milioni di dollari al governo indonesiano per iniziare la depurazione e la raccolta dei rifiuti, ma nel 2011 i costi totali sono stati ricalcolati a 4 miliardi di dollari, da stanziare per un programma di 15 anni. Nel frattempo, la città di Jakarta continua ad attingere l’80% della propria acqua potabile dal Citarum e dal canale Tarum.

L’inquinamento ha un costo: in termini sociali e ambientali, ma anche in termini economici. Resta da vedere quando sarà considerato “economicamente razionale” smettere di inquinare le nostre risorse idriche e cominciare a rispettare il pianeta in cui viviamo.

Annunci

2 thoughts on “I 5 FIUMI PIU’ INQUINATI DEL MONDO. Le conseguenze nascoste

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...