La Situazione – Nelle Filippine

hustisya
Proteste contro gli omicidi indiscriminati da parte delle forze dell’ordine. Fonte: voanews.com

A quasi un anno dal suo inizio, la guerra contro la droga del presidente Rodrigo Duterte ha fatto più di 7200 vittime tra i civili e quasi 40 tra le forze armate.

Salito alla presidenza nel maggio del 2016, Duterte aveva annunciato fin dal principio che avrebbe ripulito il paese da spacciatori e tossicodipendenti. In uno dei suoi discorsi aveva annunciato che le Filippine correvano il rischio di diventare un paese di narcos con più di 3 milioni di tossicodipendenti, cifra clamorosa poi smentita dalla stessa Agenzia Antidroga delle Filippine.

Nei mesi successivi non solo le forze dell’ordine avevano ricevuto il permesso di sparare per uccidere indifferentemente spacciatori e tossicodipendenti, ma gli stessi cittadini erano stati incoraggiati con taglie e ricompense a catturare o uccidere chiunque fosse sospettato di fare uso di sostanze illegali. Organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International hanno denunciato la violenza delle operazioni e l’enorme quantità di omicidi extragiudiziari ad opera di vigilantes e gruppi paramilitari come lo Squadrone della Morte di Davao, di cui il presidente Duterte ha alternativamente confermato e smentito l’esistenza. Le forze dell’ordine sono state inoltre accusate di uccidere ladruncoli e abitanti dei quartieri degradati delle città pur di riscuotere taglie ed elogi.

La situazione era precipitata nell’inverno dello scorso anno quando, tra scontri sempre più cruenti e repressione di qualsiasi forma di dissenso, lo scenario cominciava a ricordare gli inizi della guerra civile in Siria nel 2011. Dopo aver minacciato di abbandonare le Nazioni Unite se le critiche non fossero cessate, il presidente Duterte aveva dichiarato lo stato di emergenza e proseguito imperterrito, annunciando che non avrebbe esitato a uccidere gli stessi attivisti per i diritti umani se avessero dovuto mettersi in mezzo. Tra questi la senatrice Leila de Lima, aspra critica di Duterte, attualmente in carcere con l’accusa mai provata di uso di sostanze stupefacenti.

In seguito al rapimento e omicidio dell’affarista coreano Jee Ick-Joo da parte di due agenti di polizia, le operazioni erano state sospese per alcuni mesi, per poi riprendere lo scorso marzo. Nonostante le forti pressioni internazionali e il crescente dissenso in patria, Duterte non sembra intenzionato a porre fine alla sua crociata.

In calce, il rapporto di Amnesty International sull’uccisione indiscriminata di civili: https://www.amnesty.org/en/documents/asa35/5517/2017/en/.

Annunci

4 thoughts on “La Situazione – Nelle Filippine

    1. Duterte sta mettendo in pratica quello che diversi qui da noi pensano o gridano di voler fare. Premere un grilletto richiede molta meno fatica che pensare.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...