LIBRO vs. E-BOOK – Il tablet renderà più interessante la lettura?

Usare un tablet renderà “più interessante” la lettura? L’iPad è davvero  la risposta migliore al disinteresse che i nostri giovani e giovanissimi sembrano provare verso i libri?

Ultimamente mi sembra che in Italia si parli sempre meno di scuola, cultura e lettura (qui qualche numero dell’ISTAT). Tutti campi legati all’insegnamento, che sembra a sua volta essere sparito dai media e dalla discussione pubblica: le riforme “cosmetiche” degli ultimi anni ci hanno messo una pezza e, come al solito, abbiamo altri problemi di cui occuparci… quindi pazienza.

Ma, fino a poco tempo fa, si diceva bisognasse passare attraverso la tecnologia per avvicinare i più giovani alla lettura. Nel mondo, sopratutto nell’immacolato Nord Europa, si fa già da tempo – si sente dire – quindi dovrà funzionare. Spesso mi chiedo quante di queste voci che si sentono sul Nord Europa siano in realtà leggende metropolitane socio-politiche basate sulla nostra idea della Scandinavia più che sui fatti.

Allora partiamo dall’assunto più banale del momento. Ai giovani piace la tecnologia: i bambini iniziano ad utilizzare o vengono messi davanti a un dispositivo fin dalla più tenera età. Che siate d’accordo o no, questo è un fatto. Questa generazione cresce con miti diversi, un gergo diverso, vive sfide e opportunità completamente nuove, ride per inside jokes che non capisco e sicuramente ha una cultura diversa dalla mia. Non ci vedo niente di male.

La vera domanda da porsi è: per quali scopi utilizza la tecnologia?

Qualcuno potrebbe argomentare che “i ragazzi di oggi” non vogliono leggere, né sull’iPad né altrove. La verità è che non vogliono leggere sul tablet perché non lo vedono in quella maniera. È ovvio che se gli dai un’iPad lo usano per giocare e stare sui social… che gliene importa di leggere?

Ed ecco perché, dati gli assunti “iPad – interessante” e “lettura – non interessante”, l’equazione “libri sull’iPad = interessanti” è sbagliata.

La risposta è sbagliata perché come al solito arriva da un punto di vista sbagliato, quello degli adulti (spesso molto, molto adulti), che non riescono a capire questo punto. E, in ogni caso, se i loro figli e nipoti non leggono è perché già loro avevano abbandonato la lettura per guardare la TV. Se un professore di oggi gli assegnasse qualche compito sul tablet, probabilmente giocherebbero a Candy Crush Saga (perchè Ruzzle è troppo intellettuale) invece di aprire l’e-book in questione.

Non sarà il tablet  a riportare “i giovani” a leggere, ma la qualità dell’educazione che riceveranno a scuola e in famiglia. Del resto se la lettura di per sé è vista come un’imposizione, non è la differenza di formato a renderla magicamente piacevole.

Il fascino della lettura sta anche nel mezzo. Ed è qui la chiave: rivalutare il libro come oggetto, anche di culto, invece di cercare di inserirlo in un contesto che non è il suo. L’unico risultato di questa pratica è di renderlo ridicolo, imbarazzante, “sfigato”, nel confronto con le app che, in quel contesto, vincono a mani basse.

Semplicemente quello non è il contesto della letteratura. Ed è su questo che bisogna insistere.

Man chooses eBooks

Questi ragazzi cresceranno in un mondo straripante tecnologia. Non è possibile che trovino interesse soltanto in essa. Anzi, credo che diventerà una cosa talmente banale, che forse non ci faranno nemmeno più caso, e invece potrebbero riscoprire il senso di un oggetto tanto antico quando immortale. E con esso il senso della letteratura e della cultura in generale. Che ha un suo spazio, più ampio della tecnologia, e a cui non può essere piegata.

Mi sembra di vedere già qualche avvisaglia di questa tendenza: oggi adoriamo Youtube e non possiamo vivere senza le playlist di Spotify, ma come si spiega l’esplosione delle vendite di LP e giradischi? La moda che ci propone ogni giorno nuovi modelli in realtà non ci conta neanche più: la vera influenza viene dalla strada, da chi riscopre tagli nei negozi di abiti di seconda mano. Conosco artisti che disegnano sulle tavolette grafiche, ma non significa che siano meno artisti o che non conoscano Raffaello perché “non era sull’iPad”.

Il libro non è morto. Mentre in realtà è proprio il mercato dei tablet ad arrancare. Chi legge sul tablet spesso è la stessa persona che legge già sul formato cartaceo e ha soltanto bisogno di un altro mezzo, per non portarsi troppo peso sul treno mentre va a lavoro o in spiaggia quand’è in vacanza.

I numeri di una manifestazione come quella di Torino lo confermano: la letteratura è immortale. Certo, qualche snob (tipo me) storce il naso di fronte a certi autori pop e alla moda delle “serie” per giovani adulti che si è affermata (da Hunger Games ai vampiri a chi vi pare). Ma sono gli stessi che storcevano il naso di fronte a Harry Potter – che comunque ha avuto almeno un merito: ha fatto leggere una generazione. Non tutti si saranno appassionati alla lettura ma, per la legge dei grandi numeri, certamente molti. E qualcuno farà il salto, passando dalle letture pop alla vera letteratura.

L’arte rimane tale e ogni periodo storico ha un proprio modo diverso di viverla e apprezzarla.

Forse questa generazione super-tecnologica diventerà più saggia di quella precedente, e saprà distinguere mezzo e contenuto. O forse no.

Grazie a Marta per essere sempre d’ispirazione 😉

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4 thoughts on “LIBRO vs. E-BOOK – Il tablet renderà più interessante la lettura?

  1. Direi che il tablet – meglio ancora, l’e-reader, che non affatica gli occhi – può rendere la lettura più comoda in certe situazioni: fai l’esempio di chi può portarsi dietro vari libri in spazio e peso ridotti. Aggiungerei che può facilitare il “collezionismo” di libri, dato che qualsiasi lettore forte, o anche solo “fortino”, in una certa fase della sua vita si rende conto che le partite a Tetris nella libreria di casa può solo perderle, proprio come nel videogioco 😛

    Se si vuole trovare una strategia per far interessare un non lettore alla lettura, l’unico modo credo sia creargli attorno un ambiente adatto, e questo passa in parte dalla scuola: io sapevo leggere prima si entrare a scuola, mi leggevo le fiabe da solo (nulla di eccezionale) e i miei primi contatti coi libri non erano certo le scelte imposte dai programmi scolastici. Avevo già gusti definiti.
    Specialmente alle medie e alle superiori, quando viene imposta certa letteratura che, a torto o a ragione, un adolescente può trovare noiosa.
    Non si può prescindere da certi testi, in ambito di educazione alla lettura, ma infliggere solo le storie tristi e poco scorrevoli di Verga o Svevo o Morante – tanto per citarne alcuni per me noiosi – non aiuta, quando ci sono autori più divertenti e interessanti in altri ambiti, e divertimenti più immediati in cui lanciarsi…

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    1. Grazie per i commenti! Ho lasciato questo articolo un po’ “aperto” proprio per stimolare una discussione sul tema. Mi ritrovo spesso circondato da bambini e ragazzini che vivono attaccati ai dispositivi elettronici ma non mi sembra che questo li aiuti ad avvicinarsi alla lettura! Come dici giustamente quello che conta è l’ambiente che ti circonda durante la crescita. E soprattutto nelle nostre scuole basterebbe superare un certo classicismo e immobilismo per avvicinare i ragazzi alla letteratura. Altro che tablet…

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