STREET-ART – Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione

“Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione”, scriveva Thoreau.

E per gli street-artist è davvero così. Dalle grandi capitali ai piccoli borghi sperduti, almeno un “graffitaro” ha lasciato un’opera d’arte su qualche muro, che vale la pena scoprire. Quasi tutti iniziano l’attività illegalmente e molti restano lì. Altri hanno la fortuna di essere riconosciuti come artisti, raggiungendo fama e riconoscimento internazionale. Qui ne raccogliamo qualcuno.

  1. Hopare, Parigi
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 Foto: streetartnews.net

In una capitale dell’arte come Parigi non mancano i murales e le iniziative per promuovere la street-art. Il francese Alexandre Monteiro, in arte Hopare, a 12 anni ha iniziato a dipingere negli angoli abbandonati della città arrivando a sviluppare questo stile geometrico che è ormai un marchio di fabbrica. Per lui l’arte murale è “un’arma che libera l’artista e i muri da grigie camicie di forza”.

2. Jake Aikman, Kiev

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Foto: Iryna Kanishcheva

Il londinese Jake Aikman voleva “portare la turbolenza del Mar Nero a Kiev” e la sua prima opera murale, sponsorizzata dal collettivo Art United Us ha fatto discutere gli abitanti della capitale ucraina, che non è nuova alla street-art ma non aveva mai visto niente di simile.

3. Eduardo Kobra, Rio de Janeiro

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Foto: BoredPanda

Eduardo Kobra si è letteralmente meritato una medaglia olimpica per i 2787 metri quadrati dipinti lungo il porto di Rio in occasione delle Olimpiadi.

Ispirato dall’estetica degli indigeni dell’Amazzonia, il quarantenne Kobra ha voluto rappresentare l’unione tra i “popoli indigeni del mondo”: “viviamo in tempi confusi e conflittuali. Volevo mostrare che tutti siamo uniti, tutti siamo connessi”, ha dichiarato.

Qui trovate l’elenco dei 30 street-artist brasiliani che dovete conoscere.

4. Blu, Città del Messico

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Blu, “Estado Asesino” (Murder State). Foto: http://streetarthub.com

Uno dei miei preferiti è Blu, italiano di Senigallia ma attivo in Sud America e nel mondo: ha lasciato -e talvolta anche cancellato– le sue tracce un po’ ovunque, da Buenos Aires a Cracovia passando per Bologna. Artista di grandissimo impatto visivo ed emotivo, sa quello che vuole dire e lo mette in arte spesso in maniera ironica e provocatoria.

Nel 2011 il Guardian l’ha inserito tra i dieci migliori street artist in circolazione.

5. Skid Robot, Los Angeles

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Lasciando per una volta da parte Banksy (che tanto lo conosciamo tutti) il connubio arte-attivismo è al centro dell’opera di Skid Robot, che cerca di riportare l’attenzione sulla vita degli homeless che vivono nell’area nota come Skid Row a Los Angeles, quartiere “degradato” per antonomasia.

Skid Robot dipinge per loro oggetti casalinghi, mobili e paesaggi nel tentativo di ri-umanizzare quest’umanità spesso dimenticata e sottolinearne le difficili condizioni di vita.

6. Sonny, Johannesburg

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 Sonny, “Leopard on the loose”. Foto: streetarthub.com

A Johannesburg vi segnaliamo Sonny e la sua ossessione per i felini (e gli animali in generale). Semplicemente fantastico.

Qui altri tre artisti sudafricani che vale davvero la pena conoscere e un blog locale dedicato alla street-art.

7. Ernest Zacharevic, Singapore

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Ernest Zacharevic, “Jousting Painters”. Foto: streetartnews.net

Più un artista a tutto tondo che uno street-artist, le opere del lituano Ernest Zacharevic appaiono come risposte spontanee all’ambiente urbano che le circonda, tanto che la BBC lo ha definito “la risposta Malese a Banksy”. Nella sua prima personale “a cielo aperto” Art is Rubbish is Art (a Penang, Malesia, nel 2014), Zacharevic utilizzava rifiuti e oggetti abbandonati recuperandone il significato nelle sue opere: “one man’s rubbish is another man’s treasure”.

Nel frattempo, a Bangkok, lo spettacolare Bukruk Festival dipinge i muri della capitale tailandese.

8. INTI, ovunque

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Inti, “La Virgen De La Discordia”, Puerto Rico. Foto: streetartnews.net

Il cileno INTI è probabilmente il mio street-artist preferito. Prende il nome dal dio inca del sole ed è famoso per le sue opere di grandi enormi dimensioni, i colori forti, le immagini oniriche e simboliche che mescolano religione, mitologia inca, cultura arcaica e moderna (e che possono nascondere o svelare più di un significato).

Sinceramente non sarei in grado di scegliere una sua singola opera, perciò concludo con una carrellata di INTI dal mondo.

 

Potrei andare avanti all’infinito, e allo stesso tempo ho sicuramente trascurato qualche artista importante e qualche capitale della street-art mondiale perciò…

…se vi è piaciuto questo articolo, segnalatemi qualcosa per il prossimo!

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7 risposte a "STREET-ART – Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione"

      1. Fammi sapere quando hai intenzione di pubblicare l’articolo perchè da qualche parte, in qualche zona remota dei miei hard disc ho la foto del murales che scattai lo scorso anno. Se la ritovo te la mando.

        Piace a 1 persona

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