STREETART DAL MONDO II – Buenos Aires, Berlino, Tehran e altre!

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1. Banksy, Berlino

Banksy è lo street-artist più acclamato di sempre e ormai un artista di fama mondiale, e nonostante questo riesce ancora a mantenere l’anonimato. Qui sopra il suo omaggio a Basquiat in occasione della mostra dedicata a quest’ultimo a Londra.

L’astronauta-cosmonauta di Berlino invece non è una delle sue opere più famose, ma ci piace perchè richiama il passato ibrido della capitale tedesca: punto di cesura ma anche di fusione tra est e ovest (per gli americani l’uomo dello spazio è astronaut, mentre per i sovietici era kosmonavt) e sempre proiettata nel futuro.

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Banksy – Astronaut/Cosmonaut

2. OSGEMEOS , Stoccolma

I gemelli brasiliani Otavio Pandolfo e Gustavo Pandolfo, in arte OSGEMEOS, sostengono di trarre ispirazione dai sogni per le loro opere oniriche, visionarie e di grande impatto cromatico. Dal 1987 ad oggi continuano a influenzare non solo la streetart, ma tutta la cultura urbana brasiliana (e mondiale).

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3. Sheryo & Yok, Miami

La coppia newyorkese Sheryo & Yok (Yok è australiano, Sheryo è di Singapore), ha realizzato questo murale durante la manifestazione Women on Walls.

Si definiscono “sprayficatori professionisti” che vogliono “indagare la psiche umana e le frustrazioni della vita contemporanea”. Le loro figure sono “annodate” e allucinate ma “giovali”. E di certo non passano inosservate.

Lo stile giocoso e irriverente di Sheryo & Yok si ispira alle sottoculture urbane: dallo skateboard al surf all’arte tatuatoria, passando per i cartoni.

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4. Keith Haring, Pisa

Tuttomondo è la monumentale opera di Keith Haring che occupa i 180 metri quadrati del muro della chiesa di Sant’Antonio a Pisa. Le 30 figure, nello stile iconico dell’artista di fama mondiale, vogliono mostrare “l’armonia e la pace nel mondo”. Ma la pace non è facile da ottenere, e l’uomo-forbice in alto a destra rappresenta lo sforzo dell’umanità per sconfiggere il serpente, il “male”, che nel frattempo ha già mangiato il braccio a qualcuno.

Questo murale pieno di omini e figure antropomorfe in perenne movimento, quasi danzanti, è una delle poche opere a cielo aperto di Haring, che lo dipinse con l’aiuto di passanti e conoscenti pisani (leggenda vuole).

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Tuttomondo, Keith Haring

5. Martin Ron, Buenos Aires

La gigantesca tartaruga marina di Martin Ron non sembra turbare il signor Pedro Luján e il suo cane, che danno il titolo a quest’opera.

Come dichiara lo stesso autore, il soggetto è una “metafora della libertà di interpretazione”: ognuno è libero di interpretare come preferisce questo sogno che sbuca letteralmente nella realtà. L’intenzione di Ron era quella di “rappresentare la parte spirituale di una persona” – la tartaruga – che è per definizione libera da ogni costrizione.

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Pedro Luján and his Dog, Martin Ron

6. Bicicleta Sem Freio, Montreal

Il duo brasiliano Bicicleta Sem Freio ha realizzato questo murale spettacolare durante l’edizione 2015 del Mural Festival di Montreal. L’immaginario psichedelico e anni ’70 di Douglas e Renato illumina i lunghi inverni nella città canadese con sfrontati colori pop, animali antropomorfi, dettagli irriverenti e chi più ne ha più ne metta. L’immaginazione è veramente al potere con questo duo innarrestabile affermatosi a livello mondiale.

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7. A1one, Tehran

Famoso per il suo mix di streetart e calligrafia persiana, era l’unico “graffitaro” della sua città: da qui il soprannome di Alone – solo. A1one è stato spesso arrestato per la sua attività “illegale” e “immorale”, ma è considerato il capostipite di una nuova generazione di streetartist iraniani.

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8. Lady Aiko, New York

Nata e cresciuta nel quartiere di Shinjuku, Tokyo, Lady Aiko Nakagawa vive e lavora a New York.

Lo stile ibrido e unico di Aiko mescola l’arte contemporanea e la tradizione giapponese all’estetica pop, attraverso l’uso di tecniche e stili molto diversi: collage, stencil, pennello e spray. La femminilità, la sensualità e la bellezza della vita sono spesso al centro delle sue opere. È tra i fondatori del collettivo FAILE.

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