Cinque canzoni per cinque città

Benvenuti, fedeli lettori e malcapitati avventurieri del web! Avete passato una buona estate? Fatto viaggi interessanti, visitato rinomate città? No? Non avete fatto altro che vagare per le strade della città a cui affetti, lavoro o paralisi joyciana vi tengono incatenati? Allora apprezzerete senz’altro questa nuova puntata de L’età dell’oro! Oggi prendiamo cinque canzoni più o meno a caso e vi portiamo in altrettante (o più) città. Vi raccomandiamo di portarvi dietro acqua potabile e sottoporvi ai necessari vaccini. Buon viaggio!

Kraftwerk – Trans Europe Express

Cominciamo con un giro della nostra cara, vecchia Europa. Certo, è un giro un po’ breve, dal momento che da Dusseldorf facciamo una breve puntata a Parigi, ripartiamo il giorno dopo per una piacevole serata a Vienna, e in due giorni siamo di nuovo a casa. In questo caso vi consigliamo di godervi il viaggio, più che la meta. E che viaggio! Un suono avanti di anni luce rispetto alla sua epoca. Si ha l’impressione che il treno su cui stiamo viaggiando non sia uno dei nostri amati regionali, né un rugginoso intercity ceco, ma un corpo di metallo liquido che attraversa silenziosamente l’Europa. All’arrivo ci attendono città con palazzi come torri futuristiche e una marea di luci nel cielo. L’intero album è un capolavoro, una pietra miliare della musica elettronica. Consigliato a chiunque faccia parte del Trattato di Schengen.

Bonus
La versione in tedesco: https://www.youtube.com/watch?v=XMVokT5e0zs

Area – La mela di Odessa (1920)

A proposito di Schengen e di paesi che non ne fanno parte, siete mai stati a Odessa? Si tratta di una graziosa città sulla costa ucraina del Mar Nero, rinomato porto commerciale e militare fin dai tempi in cui qui era tutto Impero Russo. Il viaggio per arrivarvi non è semplice, come potete capire fin dalle prime note di questo brano. C’è anche da dire che gli Area, essendo gli Area, hanno deciso di arrivarci procedendo in tempi dispari, con tutti gli inconvenienti del caso. Personalmente ritengo che sia una delle introduzioni migliori di tutti i tempi. Quanto alla parte cantata, non fatevi spaventare dall’apparente bizzarria del testo. Tenete a mente l’anno scritto tra parentesi e tutto vi sarà chiaro. E mentre vi fate sconvolgere dal canto diplofonico di quell’essere sovrumano che è Demetrio Stratos, ricordate anche questi bellissimi versi: “se pensi che il mondo sia piatto, sei arrivato alla fine del mondo. Se pensi che il mondo sia tondo, allora sali! Incomincia un girotondo!”

Bonus
Per chi se la cava con il russo, la canzone Moskva-Odessa di Vladimir Vysockij, in cui il cantautore cerca inutilmente di raggiungere la città ucraina: https://www.youtube.com/watch?v=of0TPS_4Of0

Rino Gaetano – A Kathmandu

Già che siete finiti più a Est di quanto avreste voluto, forse vi piacerebbe fare un salto in Nepal. Del resto, nessun viaggio che si rispetti può precludere da una visita nel lontano Oriente. Lasciatevi alle spalle l’India e salite fino alla valle di Kathmandu, gloriosa capitale e centro culturale del paese. Prendetevi qualche giorno per visitare i suoi meravigliosi templi induisti, lo sprawl infinito della periferia e i suoi onnipresenti casinò.  Dialogate, per quanto ve lo consenta la vostra rudimentale conoscenza del nepali, con gli asceti indù, assaggiate la famosa birra di miglio locale, ingozzatevi di carne di montone e in queste condizioni meditate sulla realtà ultima del mondo. Se le cose dovessero mettersi male e il vostro viaggio cominciasse a farsi inquietante, ripetete mentalmente (o anche ad alta voce, tanto nessuno vi capisce) “io non sto morendo, non sto morendo”. Non preoccupatevi, la discesa arriva per tutti e in poco tempo vi renderete conto di essere ancora nella vostra città natale.

Bonus
L’audiolibro de L’esperienza psichedelica di Timothy Leary: https://www.youtube.com/watch?v=JhgJsg2mMeQ

Johnny Winter – Highway 61 Revisited

Sì, lo so, l’originale sarebbe di Bob Dylan, ma la tecnica e il ritmo serrato di quel folle di Johnny Winter sono quel che ci vuole per riprendersi dalla sbornia. Preparatevi per un bel viaggetto on the road perché, anche se di fatto non passerete attraverso alcuna città, vedrete un sacco di cose interessanti. Alla vostra destra, ad esempio, potete ammirare il monticello su cui Abramo stava per sacrificare suo figlio Isacco. Come dite, è successo in Palestina? Ma non ve l’ha spiegato il prete che la Bibbia parla per allegorie? E a proposito, non scandalizzatevi davanti alla relazione vagamente incestuosa del settimo figlio con la seconda madre: non è mica facile produrre una linea ininterrotta di sette figli maschi per ottenere il potere. In ogni caso, godetevi il paesaggio e buttate fuori bordo tutto ciò che non vi serve. Sarà la strada a occuparsene.

Bonus

Un altro blues e un altro viaggio on the road con i Canned Heat: https://www.youtube.com/watch?v=qRKNw477onU

Vinicio Capossela – Moskavalza

Per il gran finale ci spostiamo nientemeno che nella Terza Roma, in una Mosca che forse non è mai esistita ma che molta gente pare vedere. Sarà un caso di allucinazione collettiva? Propaganda monumentale sovietica? L’accidente che ve pija? In ogni caso ora ci siete dentro fino al collo, fate un respiro profondo (senza mandarlo giù, l’aria da queste parti è mefitica) e lasciatevi guidare per i meandri di questa metropoli. Non attraversate la strada, prendete sempre e solo i sottopassaggi, ricordatevi di mangiare uno stuzzichino con ogni sorso di vodka e, per l’amor di Cristo, non parlate con gli sconosciuti. In quanto italiani avete diritto a notevoli sconti, mentre in quanto italiane vi verrà offerto tutto, soprattutto l’alcol. I taxi abusivi sono un ottimo modo per arrivare ovunque in città al prezzo di un caffè, ma fate in modo di essere sempre almeno in due. Occhio agli scoiattoli nei parchi, ai gatti neri per strada e alla pasta filante al supermercato. E ora, qualche appunto di filologia slava!

Bonus
Un po’ di psichedelia da oltre la Cortina di Ferro: https://www.youtube.com/watch?v=gC_jhRY-ig4

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3 risposte a "Cinque canzoni per cinque città"

  1. La mia preferita e’ sen’altro la prima, anche perche’ sono vaccinata e faccio orgogliosamente (e comodamente) parte dell’area Euro e di Schengen (sono persino stata a Dusseldorf!!)…senza questi due pilastri la mia vita tra Italia e Finlandia sarebbe un po’ piu’ scomoda. Ti segnalo che per pura coincidenza anch’io ho pubblicato un post con un luogo ed una canzone, stamane. Si tratta di un luogo lontano dall’Europa…ma molto mitizzato anche dagli Europei. Buon lavoro!

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      1. Ciao Lorenzo e grazie. Sono d’accordo con te: Helsinki e’ una bella capitale giovane e vivace. Per quanto riguarda la canzone, te ne lascio una che stigmatizza le due anime del popolo finnico: quella tranquilla del Natale e quella rock. Il brano originale e’ una canzoncina natalizia contenuta in un cartoon inglese e si intitola “Walking in the air” ma loro, i Nightwish, band metal molto popolare, l’hanno presa e ne hanno fatto una versione “full power”. Buon ascolto!

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